mercoledì 10 febbraio 2010

L'amore...probabilmente.

Come ho ribadito già un po' di tempo fa, solo x potermi rifare su una persona che parlava di informatica ed atti di fede, "le scienze forestali sono un atto d'amore".
Ne sono fermamente convinta.
E vi spiego xkè.
Immaginate di essere su una montagna altissima, magari in Valle d'Aosta, magari nel mese di luglio. è una stupenda giornata senza nuvole, fa caldo e voi avete un pesante zaino sulle spalle che contiene cibo e vestiario indispensabile per due giorni.
Dopo una mattina soleggiata tra l'erba verde e le malghe di pietra, con le marmotte che corrono fischiando allarmate dalla vostra presenza, verso l'ora di pranzo il tempo (come spesso accade in montagna) cambia. Nuvole minacciose scendono dalle montagne più alte e si addensano proprio sopra la vostra testa.
Cade una goccia.
Ne cadono due.
Ne cadono tre.
Scoppia il temporale.
E voi siete lì, sotto la pioggia, con lo zaino pesante, ma nonostante tutto camminate ancora, il sentiero scorre sotto i vostri piedi, intanto il buio cala, le marmotte corrono a nascondersi...e quando ormai non ci speri più, ecco che si arriva in cima, e guardando in basso, il rifugio è là, in mezzo a un verde pianoro, a pochi passi da te.
E se al mattino, al vostro risveglio, trovate il paesaggio innevato e la nevicata ancora in corso, nonostante questo, zaino in spalla e via, verso un nuovo rifugio, un nuovo bosco, una nuova valle, mentre la montagna si apre in tutta la sua bellezza e la neve scende attorno a voi...e voi cantate, perchè cosa si può fare se non cantare o tacere di fronte alla grandezza della natura?

...se non è amore questo...

2 commenti: